IBL Libri è la nuova casa editrice dell'Istituto Bruno Leoni, nata al culmine di una lunga attività editoriale che ha portato l'Istituto a promuovere, presso diversi editori, 40 libri fra il 2003 e il 2008. La casa editrice ha l'ambizione di presentare testi accattivanti e di attualità, frutto dell'esperienza di ricerca ed elaborazione dell'Istituto.
L'Istituto Bruno Leoni è stato fondato nel 2003. Da allora, ha intrepreso una attività molto intensa, volta a promuovere una discussione pubblica più consapevole ed informata sui temi dell'ambiente, della concorrenza, dell'energia, delle liberalizzazioni, della fiscalità, delle privatizzazioni e della riforma dello Stato sociale. Oggetto della sua attività sono tutte le questioni che attengono le politiche pubbliche e il ruolo dello Stato nell'economia.
L'Istituto Bruno Leoni è attivo nell'elaborazione di ricerche e studi, organizza convegni, presentazioni di libri e seminari, mantiene attivo un ricco sito Internet, e contribuisce alla formazione di studenti e giovani studiosi.
I ricercatori dell'Istituto sono spesso interpellati in trasmissioni televisive e radiofoniche, per esprimere il punto di vista di IBL su questioni di attualità. Intrattengono una intensa attività pubblicistica, e i lavori dell'Istituto sono spesso oggetto dell'attenzione della grande stampa (Corriere della sera, Il Sole 24 Ore, La Stampa) così come dei piccoli quotidiani di qualità (Il Foglio, Il Riformista). L’Istituto è saldamente inserito in un network internazionale, che lo vede operare in partnership con grandi istituzioni. Nel 2008, ha organizzato 45 eventi e il suo nome è apparso sulla stampa in media una volta ogni 2,1 giorni.
L’Istituto è governato da un Board of Trustees composto da importanti imprenditori. Presidente onorario ne è il grande economista torinese Sergio Ricossa. Direttore Generale è Alberto Mingardi.
L’Istituto Bruno Leoni è considerato “un istituto che si è consacrato alla missione di diffondere analisi e studi rigorosi ispirati ai principi del liberalismo economico, a tenere alzata la bandiera del libero mercato e l’idea che solo con più concorrenza, meno Stato e più libertà di intraprendere si possano curare i mali del Paese” (Angelo Panebianco, Magazine del Corriere della sera); “il tempio del liberismo più integralista” (Giancarlo Perna, Il Giornale); un luogo il cui “vero motore” “è il gusto di discutere le proprie idee con gli altri, che spesso ne hanno di diverse” (Orazio Carabini, Il Sole 24 Ore).