12 novembre 2007 – ore 9:00 Aula Magna dell'Università degli Studi di Messina
Libertà economica e sviluppo del Mezzogiorno
Programma
Ore 9:00 Introduzione dei lavori: Francesco Tomasello Rettore dell’Università degli Studi di Messina
Luigi Ferlazzo Natoli Preside Facoltà di Economia Università degli Studi di Messina
Salvatore Leonardi Presidente della Provincia Regionale di Messina Giacinto Marra Segretario Generale Fondazione Rubbettino, Cosenza
Andrea Bellantone Presidente Eurolab – Laboratorio d’Europa, Messina
Alberto Mingardi Direttore Generale Istituto Bruno Leoni, Torino Ore 9:20 Prima sessione: Libertà e sviluppo economico: l’esperienza internazionale
Coordina: Alberto Mingardi
Interventi: Maja Drakic Assistant Professor at the Faculty for International Economics, Finance and Business, University UDG, Podgorica - Montenegro La rivoluzione fiscale del Montenegro Constantin Gurdgiev Research Associate, Institute for International Integration Studies, Trinity College, Dublino - Irlanda Il caso irlandese: la politica fiscale ha seguito i mercati, o viceversa? Jaime Garcia-Legaz Fondazione FAES, Madrid - Spagna España, en una encrucijada histórica
Ore 10:30 Coffee Break Ore 11:00 Seconda sessione: Un altro Mezzogiorno è possibile? Riflessioni sul fallimento dell’assistenzialismo
Coordina: Andrea Bellantone
Interventi: Maurizio Ballistreri Componente II Commissione Bilancio e Programmazione dell’Assemblea Regionale Siciliana e Docente di diritto del lavoro e delle relazioni sindacali nella Facoltà di Economia dell’Università di Messina
Daniele Capezzone Presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati Pietro Navarra Ordinario di Economia Pubblica Facoltà di Economia - Università degli Studi di Messina e Research Associate CPNSS London School of Economics Salvatore Rebecchini Presidente Fondo italiano per le infrastrutture S.G.R.
Ore 12.30 Conclusioni: Oscar Giannino Direttore di “Libero Mercato” (In videoconferenza)
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Le ricette solitamente avanzate, a presunto vantaggio del Meridione d’Italia, prevedono nuove iniezioni di intervento pubblico. Per il Sud, l’Italia è da anni impegnata in un grande piano Marshall, che non ha dato ed è destinato a non dare frutti. Ci sono realtà, nel mondo, che partendo da situazioni anche più disagiate di quelle del nostro Meridione (e magari vantando meno risorse, anche in termini di capitale umano, a propria disposizione) sono riuscite a risollevarsi in modo spettacolare. Sono realtà nelle quali la politica è riuscita a dare spazio ad istituzioni capaci di stimolare lo sviluppo e la crescita economica. Restituendo spazio al mercato, puntando su una migliore garanzia dei diritti di proprietà, aprendo a liberalizzazioni e privatizzazioni, riducendo le tasse, interi Paesi hanno saputo prendere la via della crescita. Con questo convegno, Eurolab Laboratorio d’Europa e l’Istituto Bruno Leoni vogliono appunto riflettere sui “Sud che hanno avuto successo”. Speriamo che da questa giornata di studio possano uscire ricette e spunti, per tutti coloro che non si rassegnano al declino. Alberto Mingardi Direttore Generale Istituto Bruno Leoni, Torino
Il Meridione è ancora un caso politico nazionale? Vorremmo che non lo fosse mai più. Nella storia degli interventi pubblici in Italia, quelli giustificati dall’esigenza di promuovere lo sviluppo del Sud sono stati i più dannosi. E se fosse stata, in gran parte, proprio la politica di intervento pubblico la causa dei mali economici e sociali del Meridione d’Italia? Questa è la domanda a cui vorremmo tentare di dare una risposta. Eurolab - Laboratorio d’Europa ha promosso questo incontro, con l’aiuto degli amici dell’Istituto Bruno Leoni, per dare voce a una nuova strategia di sviluppo del Mezzogiorno. Una strategia che passi innanzitutto attraverso la riduzione del peso dello Stato, lasciando spazio alla libera impresa e alla società civile. Andrea Bellantone Presidente di Eurolab - Laboratorio d’Europa, Messina

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