IBL: L’Europa non si spaventi alle minacce di Chavez. Un paper di Giusti
L’ex capo della compagnia petrolifera venezuelana PDVSA illustra i danni causati dall'interventismo pubblico
L’industria petrolifera del Venezuela si trova in una situazione gravissima e il presidente Hugo Chavéz non è in grado di dar seguito alle minacce che ha lanciato contro l’Unione europea. Lo dimostra un Occasional Paper dell’Istituto Bruno Leoni, firmato dall’ex capo della compagnia di bandiera venezuelana PDVSA, Luis E. Giusti, intitolato “Il petrolio in Venezuela: passato e presente” (PDF).

Scrive Giusti: “L’atteggiamento di Chávez nei confronti del petrolio è caratterizzato da grande confusione, poca azione e moltissimo rumore. Agli occhi dei profani e degli ignari, i suoi proclami possono anche sembrare ragionevoli, ma essi non si traducono in azioni. Il quadro istituzionale dell’industria petrolifera nazionale è stato disarticolato, e le società petrolifere internazionali che operano in Venezuela navigano in acque incerte, vittime di frequenti e arbitrari cambiamenti di regole”.

“La testimonianza di Giusti - afferma Carlo Stagnaro, direttore Energia e ambiente dell’IBL - mostra come l’interventismo pubblico abbia creato enormi difficoltà all’industria petrolifera, pubblica e privata, in un paese ricco di risorse e che in passato aveva tentato di aprirsi agli investimenti internazionali. L’ingerenza di Chavéz nella politica europea - a prescindere dal giudizio di merito sulle misure contro l’immigrazione clandestina - va vista per quello che è, cioè un atto di populismo che ha come unico obiettivo quello di cementare un consenso interno che si sta sempre più sgretolando. Se davvero Caracas vuole dare un contributo alla soluzione della crisi energetica, dovrebbe liberalizzare le attività minerarie anziché utilizzare la compagnia di bandiera come uno strumento assistenziale”.

L’Occasional Paper di Luis Giusti, “Il petrolio in Venezuela: passato e presente”, è liberamente scaricabile qui: (PDF)

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