Cai,un pasticcio all’italiana
Andrea Giuricin dell’Istituto Bruno Leoni ha realizzato uno studio sui punti deficitari di Cai
Slitta a meta` dicembre il decollo di Cai e i nodi ancora da sciogliere tra accordi, nullaosta delle authority e news sui partner stranieri continuano a gettare ombre su una procedura che non riesce a levarsi di dosso le negativita`. Insolvente ancora prima di mettere le ali? Beh,proprio “insolvente no, ma certamente parte da una situazione di evidente difficolta`. La ricapitalizzazione e` d’importo troppo basso e la mancanza d’esperienza nel trasporto aereo non e` certamente un vantaggio per competere in un settore altamente concorrenziale. Mancano poi disponibilita` economiche per la licenza di volo...”. Andrea Giuricin dell’Istituto Bruno Leoni ha realizzato uno studio sui punti di partenza deficitari di Cai, che gia` da start up ha al suo attivo una lunga lista di errori. E partire “gia` in debito” - e che debito - e` come diventato un caso tipico. Di soluzione all’italiana di un salvataggio di Stato. E il turismo allarga le braccia: Amadeus e` l’undicesimo creditore di Alitalia “per oltre sei milioni di euro”, fa sapere l’ad Fabio Lazzerini. “Il costo del fallimento con una procedura trasparente senza trattativa privata e` sempre piu` chiaro, e sarebbe stato molto inferiore ai sette miliardi di euro che nel complesso costa la soluzione all’italiana”, conclude l’analista dell’istituto torinese. Nei sette miliardi lo studio contempla non solo i debiti complessivi di Az, ma anche i costi per i contribuenti italiani calcolati in 2,3 miliardi.

La lista degli errori
Errori, si diceva. Cominciamo dal piu` ovvio: la licenza di volo, rilasciata dopo soli due mesi quando ne servirebbero quattro per controlli di sicurezza. Cai dovrebbe avere denaro per tre mesi di operativita` senza ricavi, pari a 1,2 miliardi e non 300 milioni come dice l’Enac. “La mancanza della licenza di volo sara` probabilmente superata grazie al rilascio da parte dell’Enac– spiega Giuricin a Guida Viaggi -. Tuttavia il certificato di operatore di trasporto aereo necessita della condizione che il nuovo vettore abbia disponibilita` per piu` di un miliardo di euro, al netto degli esborsi per acquistare gli asset di Alitalia, cosi` come richiesto dal regolamento comunitario 1.008 del 2008. Tale norma prescrive infatti che il rilascio e` possibile solo se la nuova compagnia aerea e` capace di affrontare tre mesi di costi fissi e operativi senza alcun ricavo”. Che dire della valutazione della flotta? Secondo gli advisor i 64 aerei acquistati da Cai valgono meno di 500 milioni, cioe` meno di 10 milioni a macchina, mentre secondo l’elaborazione del ministero dello Sviluppo economico”hanno un valore di oltre 1,1 miliardi” cioe` 17,8 milioni ognuno.

Ancora, gli slot sono stati valutati poco: “Cioe` 4 milioni per i 130 piu` pregiati; quando Alitalia detiene 42 coppie di slot in aeroporti principali dal prezzo molto elevato”. A dicembre 2007 l’a.d. Prato aveva ceduto tre coppie a Heathrow per 92 milioni. Lo studio dell’Ibl indaga anche sul compenso del commissario straordinario, la cui materia e` regolata da un decreto ministeriale del 1992. Augusto Fantozzi percepira` tra i 5,7 e i 32,9 milioni secondo le percentuali stabilite dalla legge e applicate sui “risultati” che il commissario avra` prodotto in termini di attivo, passivo, utili e ricavi lordi (questi dell’Az nei tre mesi e mezzo durante i quali il commissario ha operato).

Il piu` grave
Ma c’e` un quid che sovrasta tutti per gravita`. Nella legge di conversione del decreto Salva Alitalia, che ha limitato il potere d’intervento dell’Antitrust, c’e` un comma “che rischia di essere davvero deflagrante” per la cordata di Colaninno. La parte incriminata dice che “in caso di cessione di aziende e rami di aziende (...), le autorizzazioni, licenze (...) o altri atti sono trasferiti all’acquirente”. Secondo questo dire Cai prende la licenza di volo di Az. “Ma in questo modo non c’e` discontinuita` aziendale (richiesta dall’Unione europea al fine di non rilevare i 3,8 miliardi di debiti della vecchia Alitalia, ndr)e il nuovo operatore deve farsi carico di tutti i debiti” di Az. E guadagna una licenza di volo, verrebbe da ironizzare.

Da Guida Viaggi, 15 dicembre 2008
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