Istituto Bruno Leoni
IBL: Con emendamento Lannutti Italia peggio dell'Unione Sovietica
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È inconcepibile che il Senato della Repubblica adotti una misura così apertamente lesiva dei più basilari principi della libera iniziativa
L'Istituto Bruno Leoni apprende con sbigottimento dell'approvazione, con il placet del Governo, dell'emendamento del senatore IDV Elio Lannutti che stabilirebbe un tetto massimo di retribuzione dei dirigenti delle imprese quotate pari al trattamento annuo lordo che spetta ai membri del Parlamento"

Per il Direttore Generale dell'Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, se questo emendamento fosse approvato in via definitiva "la sovietizzazione dell'economia italiana raggiungerebbe il punto di non ritorno. È inconcepibile che il Senato della Repubblica adotti una misura così apertamente lesiva dei più basilari principi della libera iniziativa, per un facile populismo. Non rassicura la promessa di una sua revisione alla Camera: ciò che è inquietante è che i Senatori abbiano potuto esprimere un voto di quesot tipo."

"Non è possibile pensare seriamente che la politica possa dettare a imprese e azionisti le remunerazioni dei dirigenti. Equipararle agli stiipendi dei parlamentari, nella convizione che tanto basti a risolvere i problemi di corporate governance delle imprese, e in particolare delle imprese finanziarie, non solo è uno schiaffo all'idea di merito, ma tradisce un assurdo provincialismo e una profonda incomprensione della differenza che passa tra la parte produttiva della società e quelli che sono solo i suoi rappresentanti. Chi crea ricchezza non può essere inchiodato a una retribuzione analoga di chi la ricchezza non la crea, ma spesso la dissipa. La determinazione dei salari dei manager è materia che va lasciata ai proprietari delle imprese."

"Questa proposta", conclude Mingardi, "se davvero concepita in buona fede per risolvere i problemi della crisi rivela che purtroppo siamo ancora vittima di quella che Luigi Einaudi definiva «la malattia di credere nel salvatore, nel taumaturgo, nella rivoluzione grandiosa che sia una panacea universale, nella rivoluzione che cambia e risana tutto». Einaudi commentava: «questo è fascismo puro»".
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